social media e moto

Di social e di moto

C'è palesemente qualcosa che non va

È passato del tempo dall’ultima volta che è uscito qualche post su questo sito.
Tanto tempo.
Per cui via, tabula rasa, si riparte con quello che so fare meglio: le polemiche.

Nella foto cui sopra ci sono io che, invece di godermi il giro in moto, faccio il pagliaccio per una foto da mettere su Instagram.
Allarme! Allarme!
Qualcosa si è palesemente rotto.
Ero sulle Alpi con la mia moto. E cosa faccio? Penso alla foto da mettere sui social.
Ora amplificate questo pensiero per migliaia di motociclisti (decine di migliaia) e ottenete il panorama attuale di Instagram, con i video ovviamente invece delle foto.
Gente che si improvvisa esploratore, gente che pensa di scoprire l’acqua calda, gente che svende posti per due like.
Ragazzi ma seriamente: ma se c’è una strada che vi piace, che magari è anche poco conosciuta, che senso ha farci un reel per raccontare la strada più bella da fare in moto in Trentino Alto Adige?
In cambio di due like, orde di gente in auto moto bici camper per il vostro benedetto reel, controlli che prima non c’erano, limitazioni al traffico e compagnia bella.
E con i vostri cazzo di like cosa ci fate?

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Spoiler, ve lo dico io: niente.
Nada. Nisba.
Perché nel mondo moto non farete i soldi, qualcuno ci campa perché è sveglio, ha capito il fatto suo ma non fa l’influencer che svela le mete segrete, ma si è inventato un lavoro.

“Embè? Io faccio i video per farmi conoscere così anche io potrò crearmi un lavoro dopo essermi fatto un nome”

E invece no, amici miei: no. Perché se fosse così facile lo farebbero tutti, perché sono in questo mondo (comunicazione, moto) da quasi 15 anni e maledetto il signor Zuckerberg che per rubarvi l’attenzione vi ha rubato pure inventiva, fantasia e aspettativa reali.

Quindi, durante il possimo giro, fatemi un favore: non pensate “che figata devo fare un reel per diventare virale”. Godetevi il giro, il panorama. Fate foto, fate video, ma trasformateli in ricordi -che potete pure pubblicare per carità divina, lo faccio anche io!- ma non trasformateli in materiale che svende emozioni, passioni e luoghi.

Ciao

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